Capitani dell’imprenditoria – Milano 2016

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Milano, 1 ottobre 2016

Palazzo Sormani Sala del Grechetto

 

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ultura e imprenditoria si fondono con la scelta di Palazzo Sormani

Palazzo Sormani, sede della Biblioteca Comunale Centrale di Milano dal 1956, ospita alcune pregevoli sale, tra cui la più famosa è quella denominata del Grechetto, dal nome del pittore a cui si attribuivano originariamente le tele che la ornano. Si tratta di ventitre dipinti raffiguranti il mito di Orfeo che ammansisce gli animali (uno di essi è esposto alle Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco).
E’ proprio nella Sala del Grechetto che gli imprenditori milanesi scelti dalla Giuria del Premio Capitani dell’Anno riceveranno l’ambito riconoscimento per il 2016, sabato 1 ottobre, con inizio della cerimonia alle 10 e 30.
Cultura e imprenditoria si sposano con la scelta di Palazzo Sormani, come è stato, nelle passate edizioni milanesi del Premio, con location di grande prestigio storico e architettonico come Palazzo Isimbardi  e Palazzo Cusani, sede nel 2015 della premiazione dello speciale “Il cibo che verrà” che, in sostanza, ha  anticipato i temi cari all’Expo, premiano i grandi nomi dell’agroalimentare italiano ma anche della solidarietà.
 Tanti gli imprenditori che, nel corso di tre anni, hanno calcato il palcoscenico di Capitani. Tra i tanti vogliamo ricordare Cairo, Buccellati, Pellegrini e Versace.

P


er saperne di più sui fasti del Palazzo



L'edificio alla base della costruzione è un fabbricato già esistente nel XVI secolo, seppur avente dimensioni di molto più ridotte, a cui testimonianza è stata lasciata una lapide voluta da uno dei successivi proprietari, ancora oggi presente nell'atrio d'ingresso. La lapide riporta le armi del Marchese Giambattista Castaldo, generale imperiale che partecipò alla battaglia di Pavia e al sacco di Roma del 1527, primo illustre proprietario del palazzo. Portato in dote dalla nipote del Castaldo, Livia, il palazzo passò in dote nella seconda metà del Cinquecento alla potente famiglia dei Medici di Marignano, cui apparteneva Papa Pio IV, al secolo Giovanni Angelo Medici, fratello della madre di Carlo Borromeo, Margherita.

La vera fortuna del palazzo iniziò nel XVII secolo quando esso venne acquistato dal cardinale milanese Cesare Monti, il quale era proprietario di una ricca e importante collezione d'arte che venne ospitata in questa sua nuova residenza. Il cardinale diede incarico all'architetto egemone nella Milano del tempo, Francesco Maria Richini. All'intervento richiniano sono dovuti il cortile centrale del Palazzo, con il porticato a cinque arcate, e lo scalone d'onore che conduceva al nuovo piano nobile. Il progetto, volto a creare un'imponente scenografia che accoglieva i visitatori del palazzo, è svolto secondo i canoni del classicismo cinquecentesco romano diffuso all'epoca.

Alla sua morte, il cardinale lasciò il palazzo a un suo nipote, Cesare Monti-Stampa, il quale volle ampliarlo ulteriormente dotando la costruzione di una nuova grande facciata prospiciente la piazza di Porta Tosa, chiamando a compiere tale progetto un architetto di fama per l'epoca: Francesco Croce, esponente di punta del nuovo gusto barocchetto. All'architetto milanese si deve l'aggiunta del nuovo corpo di fabbrica della facciata su Largo Augusto, costituita da un corpo centrale sporgente raccordato alle facciate laterali da due angoli curvi, sui quali insistono due terrazze che si raccordano alla balconata centrale.

Nel 1930, infine, il palazzo venne acquistato dal comune di Milano, che decise di collocarvi alcune opere del museo cittadino, dovendo però trasferirle a Palazzo Morando in seguito alle distruzioni avvenute durante la seconda guerra mondiale, che causarono la perdita della sala da ballo e di molte delle decorazioni pittoriche interne. Dal 1956 la ricostruzione parziale del palazzo verrà affidata all'architetto Arrigo Arrighetti, che erige su via della Guastalla un facciata dal rigido impianto razionalista, che esalta nel contrasto la storica parte barocca. La facciata sul giardino, coperta da schermi parasole, si presenta come un volume dalle pagine sfogliate. Nell'edificio fu quindi ospitata la nuova biblioteca civica comunale che vi si trova tuttora.

 
 

Vincitori Premio Capitani dell'Anno Milano 2016

Niccolò Branca - Distillerie Fratelli Branca Milano

Roberto Martone - ICR Spa

Franco Bergamaschi - L'Erbolario

Ing. Saverio Catanese - Almax Mannequins

Vittorio Andreis - Fluidotech

Patrolline Group - Società Cooperativa

Antonio Panigada - Azienda Agricola Panigada Antonio

PREMIO CAPITANI DELL’ANNO CULTURA

Massimo Vitta Zelman - Skira editore

PREMIO CAPITANI DELL’ANNO SOCIALE

Silvia Polleri - Ristorante InGalera Carcere di Bollate

PREMIO CAPITANI DELL’ANNO RICERCA E SANITA’

Prof. Luigi Naldini - Istituto San Raffaele FONDAZIONE TELETHON per la Terapia Genica

Fondazione GIMBE

PREMIO CAPITANI DELL’ANNO SOLIDARIETA’

Raffaella Chionna - Associazione Woeser Chiara Luce